Centro metereologico di Bolzano

Il lavoro dei meteorologi

 

(Visita del 26.11.2019 in tedesco all'ufficio idrografico provinciale per concludere il modulo su 'ambiente, natura e clima' che è sempre più spesso usato per i testi ufficiali delle certificazioni linguistiche internazionali).

 

Il meteorologo provinciale dott. Geier ha presentato il mestiere del meteorologo, distinguendo subito due ambiti: la situazione meteo attuale e la situazione meteo che sarà, ovvero la cosiddetta "previsione".

 

Oggi le previsioni del tempo, oltre ad esser molto cliccate e richieste online, sembrano ricavate da una sfera di cristallo che guarda il futuro! Grazie alle tecnologie infatti i meteorologi riescono a stilare una previsione atmosferica sempre più precisa fino a 5 giorni di distanza, nonché una tendenza fin oltre i 10 giorni.

La scienza meteorologica, fondandosi sul metodo scientifico, ammette la sua fallibilità e si concentra sul ribadire questo limite di certezza predittiva!

Ma sempre di più questo limite sta venendo spostato più avanti nel tempo: fino a 20 anni fa una previsione oltre i 4 giorni era inaffidabile, oggi lo è oltre i 5-6 giorni.

Il meteorologo elabora la previsione sfruttando due strumenti: 

1.- i dati attuali (temperatura, dell'aria e dell'acqua e dei suoli, pressione, umidità, vento e direzione delle masse d'aria), ricavati da termometri ed altri strumenti installati su stazioni, boe, navi, palloni sonde, anche aerei e satelliti

- le immagini satellitari dagli anni '60 (ricavate da satelliti geostazionari, orbitanti cioè attorno alla Terra in una posizione fissa a 36000km di altezza dal suolo, la Stazione Spaziale Internaz. orbita a 400km appena). I satelliti orbitano a quella altezza perché così sono allineati allo stesso punto del pianeta, ovvero dove il meridiano di Greenwich e l'Equatore si incrociano. A partire dal Polo Sud i satelliti meteo scansionano l'intero pianeta fino all'Artico ed inviano ogni 15 minuti foto ad alta risoluzione del cielo. 

Così dispongono i meteorologi di una animazione, o "loop", del movimento di fronti, nubi, alte e basse pressioni.

Con queste immagini, pure con le webcam sparse sul territorio, e con i dati, riescono ad elaborare il tempo che sarà.

Ma come?

 

2. - la matematica e le leggi della fisica:

Il determinismo matematico non dà mai risultati esatti, ma descrive tendenze. Queste vengono interpretate dagli esperti di meteo e clima con le proprie conoscenze empiriche del territorio locale che conoscono: così nasce un bollettino meteo. 

Attraverso le equazioni differenziali, complessi calcoli di integrali a più incognite e con le leggi fisiche di termo e fluidodinamica riusciamo a descrivere l'andamento di un sistema matematico non lineare come l'atmosfera.

Una volta i meteorologi impiegavano ore per tracciare con calcolatrici una previsione grossolana a 3 giorni.

Oggi esistono i supercomputer: i più prestanti e grandi del mondo sono usati proprio in ambito meteo e climatologico. Elaborano lunghi e complessi calcoli per tracciare i diversi parametri utili alla previsione meteo. Arrivano fino a 30 giorni, ma ovviamente la previsione oltre i 6 giorni è da considerarsi poco attendibile, mentre fino a 3 giorni è molto affidabile.

La previsione del tempo è dunque migliorata grazie al miglioramento tecnologico dei calcolatori che riescono a svolgere in minor tempo tutti i calcoli capaci di simulare un così complesso sistema come la nostra atmosfera.

(GFS, Global Forecast System negli USA; ECMWF, European Center of Meteorology and Weather Forecast - prima in Inghilterra ora causa Brexit sito a Bologna; JMA, Japan Meteorology Agency, etc. etc, sono i nomi di alcuni ci questi supercomputer.)

 

Il meteorologo dott. Geier ci ha riferito che l'equilibrio dei gas serra della nostra atmosfera è stato sbilanciato dalle nostre emissioni inquinanti. Dal 2018 lo conferma il 100% delle ricerche scientifiche peer reviewed. Inoltre ci ha riferito che anche se da domani riuscissimo ad azzerare le nostre emissioni, dovremmo scontare purtroppo 20-30 anni di circolazione atmosferica dei gas serra finora emessi dalle nostre attività.

La speranza c'è: la ricerca tecnologia per assorbire e riusare fino al 100% delle nostre emissioni di gas serra ci aiuterà.

Intanto però dovremmo imparare la resilienza: temperature più alte nelle Alpi e nel mondo significano meno acqua dolce.

I nostri ghiacciai in forte ritirata negli ultimi 30 anni ne sono la riprova.






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