Giorgia Benusiglio

Giorgia Benusiglio, nota per la sua battaglia contro la droga tra i giovani, ha parlato sul tema della prevenzione proprio nel giorno della Festa di San Giovanni Bosco, che inventò il Sistema Preventivo per l'educazione dei giovani. L’evento, organizzato dall’Istituto Rainerum in collaborazione con l’Associazione Genitori Rainerum, l’Associazione Ideali e l’Istituto Marcelline è stato un successo che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani dell'isituto Rainerum, delle Marcelline, del Torricelli e del Galilei al mattino e di genitori con altri ragazzi della provincia nella sera.

La storia di Giorgia è molto nota e la racconta ai giovani che la ascoltano a bocca aperta: da adolescente ha assunto mezza pastiglia di ecstasy che le ha devastato il fegato. Siamo alla fine degli anni Novanta, Giorgia Benusiglio ha sedici anni, è una ragazza sveglia, brava a scuola e con una famiglia unita alle spalle. Ha appena letto «I ragazzi dello zoo di Berlino» e «Alice: i giorni della droga», ha visto Trainspotting. La droga la incuriosisce: non capisce come una persona possa arrivare a farsi così male e in nome di che cosa. Una sera esce con gli amici e tra le mani le capita mezza pastiglia di ecstasy. Per la prima volta la curiosità e l’ignoranza vincono sulla paura.

Basta quella mezza pasticca per mandare in tilt il suo corpo: colpita da epatite fulminante, Giorgia viene ricoverata d’urgenza. Il suo fegato è in necrosi, il trapianto è necessario. Per settimane la sua vita rimane appesa a un filo. I medici perdono le speranze, Giorgia riceve l’estrema unzione due volte. Poi le cose, piano piano, migliorano. I farmaci da prendere sono moltissimi e le possibilità di contrarre ulteriori malattie aumenta (e, in effetti, tre anni dopo le viene diagnosticato un tumore). Giorgia non riesce più a mangiare, arriva a pesare 27 chili. L’ospedale diventa la sua seconda casa: «Trapianto è una parola meravigliosa per una persona che è malata e attende un organo: ti fa rinascere. Ma quando sei sano e per una cavolata perdi il tuo benessere, diventi un paziente a vita. E allora le cicatrici interne, più dolorose, si aggiungono alle ferite sul corpo». Oggi Giorgia Benusiglio ha 36 anni, è laureata in Scienze della Formazione e lavora come testimonial anti-droga. Racconta la sua storia a centinaia di ragazzi ogni giorno: «Nell’adolescenza ci sentiamo invincibili e pensiamo che le tragedie succedano solo agli altri. Anche io a 16 anni ero convinta di avere il mondo in mano, di poter gestire la mia vita, ma non è andata così. Ho rischiato di buttarla via, la mia vita», dice. Inizialmente era il papà Mario a girare nelle scuole per raccontare la storia di Giorgia, poi lei decide di seguirlo: «Avevo paura del giudizio della gente e non volevo ricordare. Ma poi ho capito che poteva essere la mia missione».

 

 






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