Una storia fantasy

Tra gli studenti del Rainerum, durante le ore di lezione e il tempo libero a casa, più di qualcuno si immerge nella lettura di racconti fantasy, alcuni poi li pensano proprio e decidono di metterli per iscritto. Di seguito troverete una bellissima storia, intitolata "Il recupero della magia" di Giada. Auguriamo a tutti una buona lettura.





IL RECUPERO DELLA MAGIA

Un fantasy a cura dell’autrice Giada Finelli e della casa editrice stampa Betty Pro Fantasy.

Storia di una magia rubata da recuperare.

 

Per la mia coniglietta Betty, per quel giorno che abbiamo vissuto un’emozionante avventura in cortile

 

STORIA DEL REGNO “HARMONY”

Qualche anno fa, il regno era governato da due giovani amiche, Alice e Betty. La maggiore, Betty, che faceva parte della Famiglia Reale, era la regina e Alice la principessa. Alice era stata adottata dalla Famiglia di Betty, perché i suoi genitori si erano dovuti trasferire per lavoro.
Il regno era governato in armonia, per questo fu chiamato Harmony. Le ragazze possedevano un meraviglioso reame. Tutt’ intorno abitavano altre creature: in un immenso villaggio chiamato “Bunny Rex”, viveva un clan formato da migliaia di coniglietti parlanti, guidato da due capi che si chiamavano Draco Malfoy e Lord Theodore De Erbis ; poi nel bosco Erboso situato a nord di Harmony, vivevano due unicorni, uno è Lyria e l’altro è Onchao. A sud di Harmony, sull’Isola di Mordor, abitava un gruppo formato da cinque spiriti né vivi e né morti di nome Markus, Shackespeare, Martinus, Spinatus e Severus Snape.
Fu così che un giorno i genitori di Betty diedero alla luce una bambina di nome Pinky alla quale spettava di diritto il ruolo di principessa e Alice le dovette lasciare il trono. Questa s’ingelosì tanto, allora la sua amica Betty cercò di farla ragionare e diventare amica anche di Pinky. Tuttavia l’amarezza di Alice era molto grande; prese a Betty una parte del clan di conigli con il capo Draco Malfoy e gli spiriti dell’isola di Mordor e portò quello che era diventato il suo esercito nella parte deserta di Harmony, che chiamò Erba Cattiva. Qui si costruì una reggia tutta sua e un’abitazione per membri del clan a sud del suo palazzo…

 

15 anni dopo …

1

Era una mattina come tutte.
La regina Betty si svegliò tranquilla e felice perché quel giorno il capo clan Theodore le avrebbe fatto praticare un corso di magia e finalmente avrebbe potuto provare lo scettro che le avevano regalato i suoi genitori per il suo diciottesimo compleanno. La ragazza si alzò, indossò il vestito da regina e si mise il diadema sulla testa; era pronta per trascorrere un altro giorno da regina.
Scese le scale e arrivò dritta in sala da pranzo.
“Buongiorno vostra altezza, avete dormito bene?” Le chiese educatamente una coniglietta del clan.
“Certo, grazie piccola Rosy!” Rispose dolcemente Betty. Si sedette a tavolo quando un coniglio del clan corse verso di lei in preda al panico e le disse in tono molto agitato:”Mia regina Betty, stanotte ho visto Alice!”
“Alice!? È normale che tu la veda. Anche io dalla torre est del castello scorgo in lontananza il suo palazzo e, con il binocolo, riesco a vedere cosa fa. Ieri, per esempio, l’ho vista guardarsi ‘Ritorno dal futuro’ in televisione. Ultimamente è innocua!” Ridacchiò la regina.
“Stanotte non è stata innocua, vostra altezza! È entrata nel castello, io l’ho seguita e ho visto che si è recata nella sala della magia, dove sono custoditi gli scettri magici più potenti! Mi sono dato un pizzicotto per vedere se era un sogno, ma purtroppo non lo era!”
“E perché non hai chiamato me o Pinky?”
“Avevo troppa paura che Alice potesse notarmi e così sono rimasto nascosto!”
“ Ah ti capisco, non ti preoccupare caro Carotino!”
“Grazie vostra altezza!”
In quel momento arrivò Pinky: ”Che è successo? Ho sentito Carotino agitarsi molto”
“Dice di aver visto Alice nel castello ed entrare nella sala della magia. Secondo te è vero?”
“Beh … potrebbe esserlo! Questa notte mi sono svegliata sentendo dei rumori. Mi sono alzata e sono andata a controllare. Ho visto una figura incappucciata uscire dalla reggia e poi, tornando a letto ho notato che la stanza della magia era tutta incasinata!”
Le due sorelle, dimenticando quasi subito l’accaduto, fecero colazione di fretta e poi andarono in cortile, munite entrambi di scettro magico dove le aspettava Theodore per la lezione di magia.

 

2

“Posizionate le bacchette e poi dite –Avada Kedavra-; questo, mie regnanti, è l’incantesimo per disarmare qualcuno quando sta per attaccarvi. Ora provate voi!” La lezione di magia con il professor Theodore De Erbis era cominciata.
Entrambi le sorelle provarono a svolgere l’incantesimo, ma niente, non vi riuscirono.
“No mie regnanti! Agitare e colpire! Guardate me.” Spiegò il prof De Erbis  “Avada Kedavra!” Urlò contro Pinky e lo scettro cadde dalle mani della principessa finendo tra le zampette di Theodore. “Wow!” Si meravigliò colei che era stata disarmata. “Ora riprovate; agitare e colpire!”
“Avada Kedavra!” Gridarono le sorelle, ma di nuovo niente!
“Mmmmmm! Mi sembra assai strano che non riusciate! L’ho visto con i miei occhi, lo avete fatto benissimo, ma come mai l’Avada non è partito?” si chiese De Erbis. “Fate provare a me, ragazze!”
“Ok”, dissero loro dandole ciascuno il proprio scettro.
“E uno e due … Avada Kedavra!” Neanche in mano al professore sembravano funzionare.
“Mi sembra strano. Sembra che qualcuno abbia sottratto la magia di questi scettri, ma chi?” S’incuriosì lui.
“Pare che stanotte mia sorella Pinky e Carotino abbiano visto entrare Alice nella stanza della magia.” Intervenne Betty “potrebbe essere stata lei”.
“E’ vero Theodore, l’ho vista!” Confermò anche la sorella.
“Allora è stata Alice! Lei ha rubato la magia a questi preziosi scettri!”
“Professore, non c’è un modo per riavere di nuovo i nostri scettri funzionanti?” Si preoccupò Pinky.
“In effetti uno c’è! Bisogna andare sull’isola di Mordor, dove c’è il pozzo della magia, nel quale è custodita tutta la magia del regno, anche quella rubata da Alice. C’è solamente un piccolo problemino, il pozzo è custodito dagli spiriti e questi sono alleati di Alice!”
“Possiamo andare di notte, quando dormono!” Propose Pinky.
“No principessa, gli spiriti sono creature che non dormono mai!”
“Allora come facciamo?”
“Ho io l’occorrente necessario! Porteremo la mia bacchetta magica, il mantello Sparisci, la mappa Stalker, , l’orologio Tempostop, la capsula dei Desideri e naturalmente gli scettri.”
“Cosa ci servono tutte queste cose?” Si meravigliò Betty.
“Allora, la bacchetta magica la useremo nel caso un alleato di Alice o lei stessa ci attaccasse; il mantello Sparisci, con quello diventeremo invisibili se ce lo mettiamo; la mappa Stalker tiene d’occhio le forze di Alice, lei compresa, l’orologio Tempostop ferma il tempo, la capsula dei Desideri, se ci serve qualunque cosa a qualsiasi momento, glielo chiediamo e lei ce lo da (solo se siamo gentili) e i vostri scettri, andiamo per riempirli di magia! Portate con voi qualche provvista, vestitevi comode e togliete le corone, per passare più inosservate.”
Appena pronti, senza aggiungere altro, partirono.

3

“Dunque, Theodore De Erbis, in quanto professore e saggio capo clan, non hai mai affrontato un’avventura di questo tipo, per recuperare poteri rubati?” Chiese incuriosita la principessa.
“No, è la prima volta anche per me. Non so a cosa andremo incontro, ma almeno so da che parte andare. Conosco quest’isola più della mia tana!”
“Se conosci bene l’isola, dovresti conoscere bene anche la tua tana; anch’essa fa parte dell’isola, sbaglio?” Chiese Betty, a volte un po’ pignola.
“Ci siamo capiti!”
“Ad ogni modo” aggiunse Theodore “Vi avviso di guardarvi sempre intorno, fuori dal regno i pericoli non mancano mai, specialmente quando entreremo in Erba Cattiva, il territorio di Alice. Non distraetevi, anche se trovate una banconota da cinquecento euro fuori dal sentiero, lasciatela perdere; non si sa mai, Alice ha trappole ovunque. Quindi, entrati nel territorio Erba Cattiva, non uscite dal sentiero, non si sa mai! Capito!!!!! Non si sa mai!”
“Theo, quante volte vuoi dire ‘non si sa mai’?” Intervenne Betty.
“Sorellona, è il suo linguaggio! I conigli sono creature diverse dagli umani a prescindere dall’aspetto e dal carattere e in grammatica non sono proprio dei campioni…”
“Grazie Pinky. Betty, cerca di imparare da tua sorella!” Betty lo ignorò e alzò gli occhi al cielo, poi scoppiarono tutti a ridere.
“Vabbé, cercherò di non essere così pignola, devo lasciar perdere certe cose; non si può commentare tutto, certe cose si possono solo pensare, magari la persona che riceve il commento può anche offendersi. Come dice sempre il prof De Erbis ‘lo scherzo è bello se piace a tutte e due le parti ’” Rifletté Betty.
“Wow, brava Betty! Lo hai capito!? “ Le chiese stupito Theodore.
“Già, questa è la volta buona e l’ho capito!”
Il gruppo proseguì in modo molto guardingo, attento a tutti i possibili pericoli. Al momento non ce n’erano poi molti. Pinky lesse un cartello situato ai piedi del sentiero :”Erba Cattiva, territori di Alice Gucci. Non sono ammesse persone che abitano da Betty”.
“E qui cosa facciamo?” Notò Betty.
“Usiamo gli elementi magici. Scegliete se fermare il tempo e passare inosservati o nasconderci”. Disse Theodore.
“Mah, io direi di nasconderci!” Disse Betty.
“Concordo con mia sorella”
“Ok. Tenete questo, è il mantello sparisci. Mettetevelo in modo che vi copra dalla testa a sotto le scarpe. Non vi preoccupate se striscierà a terra, è normale, non si rovina perché è fatto apposta. Inoltre vi darò una mappa stalker ciascuno. Se delle forze di Alice si avvicinano a voi, spostatevi e lasciatele passare. Con i mantelli potete uscire dal sentiero e non vi succederà nulla. Fate il meno rumore possibile. La  X rossa siamo noi, le X blu sono gli spiriti, le X verdi sono i conigli malvagi e la X nera è Alice. Se ve lo dimenticate, girate la mappa e ci sarà scritto il significato di ciascun tipo di X. Avete domande?”
“No”, disse Betty
“Neanche io, aggiunse Pinky”
“Se durante il cammino avete dubbi, potete chiedere a me.”
“Ok”
“Mettetevi il mantello che entriamo in Erba Cattiva!”
Lo indossarono e partirono.
“Una X verde si avvicina, è a pochi metri da noi!” Bisbigliò Betty.
“Ok, spostatevi dal sentiero con passi leggeri e lasciatela passare. Trattenete il respiro quando è vicino a voi!”
Le ragazze seguirono l’ordine del professore e si accostarono. Betty inciampò nel mantello e cadde. Il coniglio malvagio udì il rumore e andò a vedere se c’era qualcuno. Theodore la spostò appena in tempo, se non c’era il professore, la guardia coniglio l’avrebbe scoperta e catturata.
Proseguirono. Arrivarono al porto da dove avrebbero dovuto raggiungere l’isola di Mordor, ma non avevano una barca.
“Pinky, prendi dal mio zaino la capsula dei desideri e chiedi gentilmente ‘‘per favore capsula, dammi una barca!’’, va bene?” Chiese Theodore.
“Certo!”, rispose la principessa, prendendo dallo zaino del coniglio la capsula.
“Egregia signora capsula, vorrei cortesemente una…” Cominciò a dire Pinky, ma fu subito interrotta da Theodore: “No, principessa! Bisogna essere gentili con la capsula, ma non va bene essere troppo gentili!”
“E come mai?” S’incuriosì Pinky.
“La capsula sa che i seguaci di Alice appaiono sempre esageratamente buoni e gentili, ma nella realtà sono cattivi!”
“In che senso?”
“Si dimostrano troppo buoni e non riescono a presentarsi in modo più equilibrato, come noi. La capsula lo sa, quindi per parlarle e chiederle una cosa bisogna gentili si, ma non in modo esagerato. Ora basta domande e chiedi, come ti ho detto prima, una barca!”
Pinky ascoltò l’ordine dato dal coniglio e disse alla capsula: “Per favore capsula, potrei avere una barca?”
La capsula l’ascoltò è all’improvviso si aprì facendo uscire una barca a vela, di misure non molto grandi, ma giusta per due persone e un coniglio.
Il gruppo la mise nel Mare Ventoso e salì a bordo. Chiaramente anche lì Theodore dovette fare delle raccomandazioni: “Allora sovrane! Non pensate che navigare sia così semplice!”
“Infatti noi non lo pensavamo mica!” Lo interruppe Betty.
“Betty, per favore! Non cominciamo con le interruzioni! Se avete dubbi, alla fine!” Riprese il professore “Navigare è complesso, lo è soprattutto se si naviga nel Mare Ventoso, proprio per le sue potenti raffiche. La vela sarà tenuta bassa, altrimenti navigheremmo troppo veloci e ci schianteremmo sull’isola di Mordor. Ora salite a bordo; Betty, tu al timone, Pinky, tu guardi se arrivano seguaci di Alice o se c’è qualunque tipo di pericolo intorno a noi! Chiaro?”
“Si capitano!” Risposero in coro le sorelle.
“Si parte!” Urlò il Capitan Coniglio. “Tenetevi forti!”. Il gruppo partì.
La regina Betty, per quanto non avesse mai navigato, era molto abile al timone.
“Pinky, hai notato qualcosa di sospetto o strano?”  Le chiese Theodore, leggermente preoccupato.
“Una cosa … ho visto una cosa muoversi su quell’albero!”
“Che cosa!!! Dimmelo subito!” Si agitò Theodore “Non sai quanto possa essere pericoloso!”
“Ho visto un movimento su quell’albero, dalle forme sembrava un coniglio.” Cominciò a descrivere tranquillamente Pinky. Theodore, si incuriosì molto e volle saperne di più: “Com’era questo coniglio?”
“Quale coniglio?” Si chiese la regina Betty, molto incuriosita.
“Voi pensate a guidare mia regina!” La concentrò Theodore. “Per favore, Pinky, continua a descrivere quel coniglio.”
“Ehm … Ah, si! Dall’abbigliamento sembrava essere maschio.  Aveva vestiti con borchie, neri. Anche gli occhi lo erano e intorno a questi aveva dei tatuaggi neri, a forma di stelle e il pelo bianco. Inoltre, al naso portava un pearcing di tipo septum …”
“Oh no! Tutti i conigli maschi di Alice portano il septum. Deve essere una spia della regina oscura.”

4
Quel coniglio che stava spiando il gruppo in missione si chiamava Draco Malfoy. Appena vide le ragazze accompagnate da Theodore, scese dall’albero e, senza esitare un momento, corse da Alice.
“Mia unica sovrana” disse affannosamente Draco appena entrato nella reggia di Alice.
“Cosa c’è?” Rispose a bassa voce la regina.
“Si tratta di Pinky Betty e Theodore,.”
La regina rise. “Scommetto che stanno andando a recuperare la magia che ho rubato questa notte dai loro scettri!”
“Proprio così! Scusate, ma perché ridete altezza?”
“Nessuno è in grado di battere i cinque spiriti che custodiscono il pozzo! Neanche io che sono più potente di quei tre messi insieme!”
“Avete assolutamente ragione, ma c’è un problemino.”
“Di che si tratta!? Parla!”
“Come sapete, ieri era il compleanno di Severus Snape …”
“E allora?! Tanti auguri a lui!”
“Si. … ma oggi sono andati a fare una vacanza in Italia, a Bolzano per la precisione. Vi informo anche che non torneranno prima di questo pomeriggio, verso le sei …”
“Come sarebbe! Quei disgraziati se ne vanno a Bolzano senza avvisare!? Fra tre ore quei tre ‘moscerini’ saranno a festeggiare alla loro reggia con la magia recuperata! Raduna immediatamente tutti i conigli qui!”
“Agli ordini!” Concluse Malfoy, correndo nel villaggio e arrivato lì, urlò: “Tutti i conigli sono attesi immediatamente alla reggia di Alice. Ripeto: tutti i conigli sono attesi alla reggia di Alice! Immediatamente!”
“Alice ci vuole?” Si domandò un coniglio.
“Chissà quale sarà l’occasione?” Pensò un altro.
Subito dopo si formò una lunghissima fila aperta da Draco e si recarono tutti alla reggia.
Appena li vide arrivare Alice cominciò il discorso: “Vi ho convocati qui, perché le regnanti nemiche stanno andando a recuperare la loro magia, che ho rubato questa notte dai loro scettri. Gli spiriti, idioti come sono, sono andati in vacanza per il compleanno di Snape. Sappiamo che sono a Bolzano e con il teletrasporto ci andremo anche noi, ma non per le vacanze! Speravate! Andremo a recuperare i cinque rimbecilliti!”
Il popolo di conigli cominciò a discutere fra loro.
“Silenzio!” Urlò la regina “Ora si parte!”
Alice prese il suo scettro e senza pensarci un'altra volta disse “Trasporto gratis a Bolzano”. All’improvviso, il suo scettro creò una polvere nera che avvolse sia lei che i conigli e  tutti sparirono dalla sala grande della reggia.
Si ritrovarono nella città altoatesina, davanti ad una grande struttura bianca e arancione. “Pare sia la scuola Rainerum” disse Alice leggendo un cartello posto all’ingresso su di un grande cancello.
Alice  vi entrò e chiese al primo professore che incontrò: “Buongiorno, avete visto degli spiriti passare?”
“Lei deve essere pazza! Qui non siamo mica in quel mondo fantasy chiamato Harmony che poi neanche esiste! E non è neanche carnevale, quindi perché si è mascherata da regina?!” Le rispose il professore. Alice si stava arrabbiando, ma un coniglio la prese e disse “Grazie comunque” al professore e la portò via. Il prof si stupì nel vedere il coniglio parlare come un essere umano e allora cominciò a credere ad Alice.
“Beh, forse sono al lido, oggi sono tutti li perché c’è una grande festa.” Aggiunse il professore.
“Ok, grazie e arrivederci!” Rispose Alice. Andarono tutti al lido di Bolzano e in effetti gli spiriti erano proprio lì a godersi il sole.
“Non chiedete perché siamo qui, seguiteci e basta! Betty e Pinky stanno andando a recuperare la magia! Ora torniamo ad Harmony a sconfiggerle.”

5

Theodore stava per immergere gli scettri nel pozzo della magia, quando le apparvero davanti Alice, gli spiriti e l’esercito di conigli.
“Non così in fretta!” Ridacchiò Alice, rinchiudendoli grazie ad un potente incantesimo in una gabbia di acciaio resistente, quando dal cielo spuntarono improvvisamente i due alicorni di Betty, Lyria e Onchao e dal bosco i conigli gentili, che avevano seguito di nascosto Betty e Pinky nella loro impresa.
“Bravi ragazzi!” Si commosse Theodore. Con un potente incantesimo, Onchao incenerì la gabbia e liberò i tre prigionieri.
“Betty, il tuo scettro è carico! Ho fatto in tempo a ricaricarlo prima che arrivasse Alice! Ora agitalo, puntando contro i nemici e pronuncia l’incantesimo ‘‘Jentilium’’. Coraggio, sbrigati!” Bisbigliò Theodore all’orecchio di Betty.
La regina lo fece, Alice provò a difendersi, ma la sua magia risultò essere più debole rispetto a quella di Betty, tanto che l’incantesimo andò a segno e tutti i ‘malvagi’ svennero di colpo. Quando si risvegliarono, Betty,  Pinky e Alice si abbracciarono commosse. “Non te lo avevo insegnato, ma questo incantesimo fa diventare buone le persone!” Disse Theodore a Betty con le lacrime agli occhi.

6

Tornarono tutti insieme ad Harmony e si celebrò una grande festa, che andò avanti fino a notte fonda. Sui muri del regno c’erano appese tante scritte che davano il bentornato ad Alice e tanti altri addobbi, per non parlare dell’immenso banchetto pieno dei cibi più raffinati.
Per scusarsi del suo comportamento, Alice donò a Pinky la sua reggia e tolse il confine che divideva l’isola in due parti.
“Nonostante per te sia giusto, per me non lo è! La reggia non è mia, ma nostra! Betty resterà regina e governerà dalla sua regia e noi due saremo le principesse che condivideranno assieme l’altra!” Disse Pinky ad Alice. “D’ora in avanti, non esisterà più la parola ‘negatività’ e neanche i suoi sinonimi, ma solamente pace!” Disse Alice, commossa e da quel momento, nel rispetto del nome del loro reame, vissero tutti felici ed in armonia!

 


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