Margherita Occhiena

La sua famiglia 

Si sposò a 24 anni con Francesco Bosco, rimasto vedovo a 27 anni e padre del piccolo Antonio. Margherita divenne in un colpo solo sposa e mamma, e si trasferì nella nuova casa dove viveva anche la madre di Francesco. I primi anni del matrimonio furono allegri e laboriosi. Nel 1813 nacque Giuseppe Bosco e, due anni dopo, Giovanni. Il marito Francesco morì di polmonite quando Giovannino Bosco aveva solo tre anni. Don Bosco non dimenticò mai le parole della mamma che gli disse: "non hai più il papà". Margherita ricevette altre proposte di matrimonio, che declinò per dedicarsi completamente alla crescita dei suoi figli. 

Il suo stile educativo 

Riuscì a essere "padre" e "madre" insieme, mantenendo in modo equilibrato una fermezza calma e una gioia rasserenante. Fu una mamma dolcissima, ma energica e forte. Non accondiscendente ai capricci dei suoi figli, sapeva dosare il rimprovero con il recupero sorridente di un rapporto sereno. 

I suoi tre figli conobbero Dio attraverso gli occhi e le parole della madre. La raccomandazione più ricorrente che Mamma Margherita faceva ai suoi ragazzi era: "Dio ti vede". Non era una minaccia, e così non veniva percepita, ma un richiamo costante ad una presenza amica e fiduciosa. 

La famiglia Bosco pregava sempre insieme: «Finché ero piccolino - scrive Don Bosco - mi insegnò lei stessa le preghiere. Mi faceva mettere con i miei fratelli in ginocchio mattino e sera, e tutti insieme recitavamo le preghiere in comune». 

Mamma Margherita ha dato una bella testimonianza a Giovannino Bosco per la preparazione ai sacramenti: «Mia madre stessa mi preparò alla Prima Confessione. Mi accompagnò in chiesa, cominciò a confessarsi lei per prima, mi raccomandò al confessore, dopo mi aiutò a fare il ringraziamento. Continuò a prestarmi tale assistenza - continua Don Bosco - sino a quando mi giudicò capace di fare degnamente da solo la confessione». Con la stessa intensità preparò i suoi figli a ricevere la Prima Comunione. 

Pur abitando nella casa più povera del villaggio dei Becchi, Margherita non si tirava indietro quando qualcuno bussava alla sua porta chiedendo aiuto. 

A sostegno di un "sogno" 

A 9 anni Giovanni Bosco fece il grande sogno che avrebbe segnato profondamente la sua vita. Margherita prese sul serio quel sogno e, mentre maturava in Giovanni la convinzione che la sua strada era quella di diventare prete, la mamma si preparò ad affrontare sacrifici, incomprensioni e umiliazioni. 

La netta opposizione del fratello maggiore Antonio agli studi di Giovanni costrinse Margherita a dividere la famiglia e a mandare il suo piccolo "saltimbanco" a lavorare come garzone fuori casa. 

A 49 anni Margherita divenne nonna. Viveva con il figlio Giuseppe, sua nuora e i suoi nipotini (negli anni sempre più numerosi). 

Negli anni seguenti Margherita accompagnò da lontano le vicende impegnative ed esaltanti della crescita e della maturazione del futuro Don Bosco,aiutandolo per quanto poteva a pagare gli studi fino all'ingresso in Seminario. Dinanzi alla prematura scelta di Giovanni di farsi frate, Margherita non cercò di influenzare il figlio secondo la propria convenienza, ma lo esortò a seguire la sua vocazione: «Sono nata povera, sono vissuta in povertà, voglio morire in povertà. Se tu ti decidessi per lo stato di prete secolare e per sventura diventassi ricco, io non porrò mai piede in casa tua». 

Ma quando Don Bosco scelse di dedicarsi sino all'ultimo respiro ai ragazzi e ai giovani decise di seguirlo dai "colli" dell'astigiano sino a Torino per vivere insieme con lui nel suo Oratorio, a Valdocco. 

In Oratorio come "mamma" 

«Mamma, - gli chiese il figlio - voi avete visto quanto mi vogliono bene i ragazzi dell'Oratorio, e quanto siano miseri. Non verreste a fare da mamma ai miei poveri ragazzi? Se ti pare che tal cosa - rispose la madre - faccia piacere al Signore, io sono pronta a partire subito». 

Margherita lasciò le sicurezze di una vecchiaia gioiosa, attorniata dall'affetto dei suoi nipoti, dopo aver fatto di tutto per riunificare la sua famiglia, e si dedicò ad altri figli - inizialmente sconosciuti e poi amati come "suoi" - per dieci lunghi anni, a partire da quel 3 novembre del 1846, quando si mise in cammino verso la fredda Torino. 

Vissero in povertà e iniziarono ad ospitare in casa i ragazzi orfani o privi di una educazione adeguata. Il primo bussò alla porta in una sera piovosa e Mamma Margherita gli preparò un lettuccio accanto al fuoco. Da quel giorno Margherita si diede da fare per la cucina e per rammendare gli abiti dei suoi nuovi figli. Si dedicò all'orto dell'Oratorio e, come una buona madre, dispensò calore e affetto, e buoni consigli con semplici "paroline all'orecchio". 

Ebbe un momento di cedimento quando sussurrò dopo quattro anni di duro lavoro: «Giovanni, sono stanca. Lasciami tornare ai Becchi». Don Bosco guardò il volto di sua madre e le indicò il crocifisso sulla parete. Margherita chinò la testa e tornò a ricucire i vestiti dei suoi ragazzi. Non domandò mai più di tornare alla sua casa. Dopo il colera del 1854 Don Bosco e sua madre si recarono nel "rifugio degli orfani" e portarono nella loro casa quelli che nessuno voleva adottare, erano circa una ventina e Margherita fu per tutti la loro nuova mamma. Furono gli anni avventurosi in cui Don Bosco avviò la sua opera e vide passare giovani meravigliosi che scelsero di seguire le orme del loro padre e maestro. Un giorno Mamma Margherita gli disse: «Tu hai tanti giovani buoni, ma nessuno supera la bellezza del cuore e dell'animo di Domenico Savio». 

Margherita morì il 25 novembre 1856. Fu una grave perdita per l'Oratorio, sentita da tutti coloro che avevano trovato in lei una nuova mamma.

 

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