Don Bosco prese una nuova strada, non restò impigliato nelle polemiche e nei dibattiti. Fin da giovane sacerdote, anzi già da ragazzo, si impegnò immediatamente sulla frontiera dell’educazione e della salvezza dei giovani. Non aspettò indicazioni dal parroco, non fece corsi particolari di aggiornamento pedagogico e neppure attese che gli fossero date istruzioni dai vari responsabili. Fu il Vangelo stesso a suggerirgli l’amore per i più piccoli e per i più poveri. Era ancora ragazzo quando iniziò a radunare i suoi coetanei facendoli giocare e pregare. Sì, fu il Vangelo il suo primo e più autorevole maestro. Dal Vangelo don Bosco capì la centralità dei giovani nella pastorale della Chiesa. San Giovanni Bosco accompagni la comunità del Rainerum. Buon cammino a tutti voi - sotto gli occhi del nostro Dio pieno di compassione e di misericordia.
Ivo Muser - Vescovo



Gli anni trascorsi a scuola ci formano come cittadini e come persone e rimangono per sempre impressi nella memoria. È un periodo della vita che, nonostante le interrogazioni e i compiti in classe è caratterizzato dalla spensieratezza e dall’entusiasmo tipico di chi è in fase di scoperta e di crescita. Proprio in questa fase si forma la base della nostra personalità che ci caratterizzerà per il futuro. L’annuario è un regalo prezioso che si apprezzerà soprattutto in età matura quando si sfoglieranno le pagine con un po’ di nostalgia. La scuola è dunque un luogo di formazione, di crescita interiore ed umana per preparare portare i nostri ragazzi e le nostre ragazze al futuro e soprattutto alla responsabilità e consapevolezza civica di cittadini del mondo.
Christian Tommasini - Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Assessore alla Cultura, Istruzione



Il Rainerum continua oggi con lo stesso entusiasmo e la stessa forza di ieri la sua missione convittuale e formativa, che dura ben dagli anni Trenta dalla fine dell’Ottocento. Resistendo agli anni difficili delle guerre, ai bombardamenti che ne distrussero la storica sede, ai cambiamenti generazionali che hanno imposto radicali modifiche alle prospettive pedogagiche dei nostri tempi il profondo e radicato mandato educativo dell’istituzione Rainerum è stato capace di trovare negli anni sempre nuove soluzioni con una offerta formativa all’avanguardia. Nella nostra società “smart” dove alle informazioni si accede nell’immediatezza e tutto si comanda un “clic”, la vera sfida educativa che consegno all’istituto Rainerum oggi è quella di educare alla fatica, o meglio alla bellezza della fatica. L’educazione conduce prima di tutti i giovani a confrontarsi con i loro limiti: accettarli e superarli, trarre gioia dai propri sforzi e dalle proprie conquiste, sono la prima vera occasione di crescita. Imparare è frutto di un impegno costante e quotidiano. Imparare è affrontare la fatica fin da piccoli, misurarsi con i propri limiti, comprendere che l’esplorazione del sapere necessità di tempi a passo d’uomo. Imparare è trarre soddisfazione dall’essere stati capaci di superare se stessi. Sono convinto che l’educazione alla fatica aiuterà le nuove generazioni ad apprezzare ancora di più i vantaggi tecnologici della nostra società, senza diventarne schiavi. Perché se l’educazione è alla base dell’essere umano come essere sociale, riguarda i nostri pensieri e si ripercuote sulle nostre azioni, presenti e future.
Buona e bella fatica a tutti!
Renzo Caramaschi - Sindaco